Notizie dalla SICILIA

STEFANO CHIAPPELLI ELETTO SEGRETARIO GENERALE

Il Direttivo nazionale del SUNIA, riunito oggi a Roma, ha eletto Stefano Chiappelli, Segretario Generale nazionale, su proposta della CGIL a seguito della consultazione tra i membri del Direttivo nazionale.
Un ringraziamento da parte del Direttivo nazionale a Daniele Barbieri per il lavoro svolto con intelligenza e passione negli otto anni del suo mandato. Stefano Chiappelli, eletto con il 90% dei voti, ha fin qui diretto la federazione del SUNIA di Milano ed il SUNIA Regionale lombardo, strutture tra le più importanti dell’intera organizzazione.
Nel suo intervento, Stefano Chiappelli, nel sottolineare il buono stato di salute dell’organizzazione e la sua capillare articolazione territoriale, ha ribadito la necessità di continuare il lavoro programmatico deciso dall’ultimo Congresso del 2018 per essere all’altezza delle sfide che l’organizzazione è chiamata ad affrontare per aumentare l’offerta di alloggi in affitto a canoni sostenibili e una rigenerazione urbana orientata al soddisfacimento del fabbisogno abitativo e all’inclusione sociale.
A Stefano Chiappelli sono andati gli auguri di buon lavoro da parte del Direttivo nazionale.

POSITIVA VALUTAZIONE SULLA REGOLAMENTAZIONE DEGLI AFFITTI BREVI

Il Sunia Sicilia concorda con la Segreteria nazionale nel valutare positivamente la volontà espressa dal ministro Franceschini di regolamentare la materia degli affitti brevi con il disegno di legge sul turismo, che sarà portato in Consiglio dei ministri collegato alla legge di bilancio. Se realizzato in maniera corretta l'intervento normativo che dovrebbe colpire' l'attività d'impresa mascherata' potrà finalmente mettere fine ad un processo che sta svuotando i centri storici dai residenti e dai servizi di prossimità stravolgendo l'assetto urbano e che sta influendo negativamente sull'uso del patrimonio abitativo provocando la contrazione del mercato della locazione ordinaria e l'innalzamento dei canoni.

RIFORMA IACP: RISCHIO DEL RICORSO ALLA SVENDITA DEGLI ALLOGGI O ALL’AUMENTO DEI CANONI PER RIPIANARE I BILANCI

Il maxiemendamento al Disegno di legge 609, che ha riscritto la bozza di riforma nei giorni scorsi, ancora non convince una parte degli addetti ai lavori. Il Sunia chiede di “innovare il sistema di norme che regolamentano la fruizione del patrimonio abitativo: superamento dei bandi e dei lunghi tempi di attesa per l’assegnazione degli alloggi con l’avvio di piattaforme informatiche, alla celerità nelle manutenzioni ordinarie e straordinarie, all’autogestione, ai sistemi per sostenere i morosi incolpevoli e al contrasto dell’abusivismo. Ci interessa poi che la riforma individui le forme di finanziamento certo che consentano di aumentare l’offerta di alloggi popolari e di garantire la manutenzione del patrimonio esistente”...Leggi l'articolo su QdS...

IL RILANCIO DELL’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA NON PASSA DALL’AZIENDALIZZAZIONE DEGLI IACP

Nonostante da anni il Sindacato solleciti il Governo Regionale per affrontare il tema della politica abitativa in Sicilia a partire dall’edilizia residenziale pubblica che resta lo strumento più idoneo a rispondere alle esigenze abitative dei nuclei a basso reddito, non è stato aperto nessun tavolo di confronto e nei prossimi giorni andrà in discussione all’ARS il testo di legge approvato in Giunta già nel Settembre scorso sulla ‘riforma degli IACP’.
Non è questo quello che chiedevamo non è questo quello che serve
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PARZIALE E INSODDISFACENTE OLTRE CHE INEFFICACE

Questo è il giudizio che il Sunia regionale esprime sul disegno di legge presentato dal Governo che andrà in aula nei prossimi giorni. E' da anni che il Sunia assieme alle altre OO.SS. degli inquilini e degli assegnatari porta avanti una vertenza con l'obiettivo di ottenere una riforma dell'edilizia popolare che ampli l'offerta di alloggi e consenta il miglioramento delle condizioni dell'abitare degli assegnatari. L'edilizia pubblica è un bene comune che va potenziato e rivisitato e che costituisce l'unica alternativa stabile al disagio abitativo e al caro affitti. Per questo i disegno di legge presentato dal governo che affronta solo il tema della Governance e non si occupa delle norme che regolano l'utilizzo e il godimento dell'alloggio pubblico appare non in grado di incidere per un miglioramento concreto nè dal punto di vista quantitativo nè qualitativo. Per questo la Segreteria del Sunia e il coordinamento dei segretari provinciali hanno espresso il suo giudizio in maniera articolata in questo documento.

SALVARE VITE NON E' REATO


“In questo specifico contesto storico, caratterizzato da un incremento delle morti sul lavoro, della violenza di genere e da un’emigrazione di massa che sta spopolando la provincia per carenza di lavoro, si punta il dito – scrivono gli organizzatori – sugli ultimi, generando una guerra tra poveri, piuttosto che cercare di risolvere le problematiche reali. Una grande fetta della popolazione sente il bisogno di esprimere il proprio dissenso per opporsi a chi, istigato da politici e media, non considera più le persone come tali e non è più consapevole del “valore della vita umana”: restiamo umani”.

CASA: NEL 2018 IN SICILIA 2.275 SFRATTI. A PALERMO CRESCIUTI DEL 23%
SUNIA: “DATO ORMAI STRUTTURALE, INADEGUATE LE POLITICHE NAZIONALI E REGIONALI SUL DIRITTO ALL’ABITARE”

"Nella nostra Regione gli sfratti non rappresentano più un'emergenza ma costituiscono un dato strutturale, epifenomeno di un profondo disagio abitativo che resta senza risposte”. Lo dice Giusy Milazzo, segretaria regionale del Sunia, sindacato inquilini, commentando i dati del dossier del Ministero degli interni relativo al 2018. In questo anno in Sicilia sono stati emessi 2.275 sfratti, le richieste di esecuzione sono state 7.233 e 1540 sono stati gli sfratti eseguiti con l'ufficiale giudiziario. Catania resta la città maglia nera per il numero delle richieste dii esecuzione pari a 2.633. Non va meglio a Palermo, città che ha registrato un aumento del 23% degli sfratti eseguiti con l'ufficiale giudiziario. “Nonostante una lieve flessione rispetto ai dati del 2017, che comunque riteniamo sia dovuta in parte a imprecisione nella rilevazione – osserva Milazzo- i dati descrivono un contesto regionale in cui migliaia di donne e uomini hanno subito e subiscono l'umiliazione di uno sfratto spesso per aver perso il lavoro o per avere redditi da lavoro insufficienti a sostenere i costi di un alloggio”. “Sono numeri importanti – aggiunge- che descrivono un contesto regionale in sofferenza, una povertà diffusa e la mancanza di una strumentazione adeguata a sostenere le famiglie non più in grado di reggere i costi di un'abitazione sul mercato privato”. Milazzo osserva che “da un canto ci sono affitti troppo alti soprattutto nelle grandi città, dall'altro nessun finanziamento da parte della Regione per il fondo per il sostegno agli affitti, scarso ricorso ai fondi per la morosità incolpevole (dei 4 milioni di euro che giacciono nelle casse della Regione ne è stato usato meno del 10%), ininfluente incremento dell'offerta di alloggi pubblici a canone sociale. Insomma- conclude l’esponente del Sunia – siamo in presenza di una politica carente per quanto riguarda il diritto alla casa e all'abitare al livello nazionale e scoordinata e frammentaria a livello regionale”.

ALLA SICILIA PIÙ DI 22 MILIONI DI EURO DI FONDI EX GESCAL. MILAZZO: “VENGANO TUTTI UTILIZZATI PER LA REALIZZAZIONE DI ALLOGGI IN AFFITTO A CANONE SOSTENIBILE”.

Edilizia residenziale sociale: ripartiti i fondi alle Regioni dopo l'intesa raggiunta in conferenza unificata al Ministero delle Infrastrutture il 20 giugno scorso. Alla Sicilia sono stati assegnati 22.646 milioni di euro di fondi residui ex Gescal su una somma complessiva di 250 milioni di euro.
Adesso le Regioni devono avviare le procedure di utilizzo di questi fondi e aprire un confronto con le organizzazioni sindacali per la loro destinazione. Il Sunia anche in Sicilia, come ha già fatto il Sunia nazionale, chiede che tutti i fondi siano destinati a realizzare alloggi in affitto a canone sostenibile per rispondere al bisogno abitativo delle tante famiglie disagiate. “Chiediamo – dice la segretaria generale del Sunia Sicilia Giusi Milazzo - che le risorse vengano impiegate tutte in abitazioni in affitto a canoni sostenibili e non disperse per altri interventi. Preferibilmente riqualificando gli immobili pubblici non più utilizzati che rischiano il degrado, rigenerando quartieri di edilizia pubblica, razionalizzando gli spazi e avviando un programma di efficientamento statico ed energetico, come per altro prevede la delibera d’indirizzo del dicembre 2017”.
Le risorse comunque non sono giudicate sufficienti dal Sunia Sicilia. “Quella dell’assegnazione delle risorse ex Gescal – prosegue Giusi Milazzo - è certamente una buona notizia ma siamo convinti che i fondi siano insufficienti per le reali esigenze. Per questo ribadiamo che è necessario un programma anche regionale di riqualificazione e rigenerazione urbana che parta dalle periferie e garantisca un’adeguata offerta di alloggi sociali con una dotazione certa e continuativa di risorse”.

MANIFESTO DELLA CAMPAGNA: “ IO ACCOLGO ”

Le politiche fortemente restrittive adottate dal Governo e dal Parlamento italiano nei confronti dei richiedenti asilo e dei migranti mettono a rischio i principi affermati dalla nostra Costituzione e dalle Convenzioni internazionali e producono conseguenze negative sull’intera società italiana. Per questa ragione, gli enti, le organizzazioni della società civile e i sindacati lanciano la campagna “Io accolgo” e invitano tutti coloro che condividono i valori dell’accoglienza, della solidarietà e dell’integrazione ad aderire e partecipare attivamente alla campagna, come singoli/e cittadini/e o come organizzazioni/enti,

PER AFFERMARE CHE:

  • vogliamo vivere in un mondo che non sia fondato sull’odio e sulla paura, ma sulla solidarietà, sull’uguaglianza e sulla libertà, dove a tutti gli esseri umani, a prescindere dal colore della pelle, dalla religione e dalla provenienza, siano riconosciuti pari dignità ed eguali diritti;
  • i diritti fondamentali delle persone, sanciti dalla Costituzione Italiana e dal diritto europeo ed internazionale, devono essere tutelati dalle leggi dello Stato;
  • escludere e discriminare i cittadini stranieri non produce maggiore sicurezza per gli italiani, ma aumenta la marginalità sociale e produce una erosione dello Stato di diritto, della democrazia e della coesione sociale nel nostro Paese;
  • per contrastare le condizioni di povertà e disagio nella società italiana, servono politiche efficaci ed inclusive per il lavoro, la casa, la salute, la sicurezza climatica e ambientale e l’istruzione capaci di promuovere benessere e pari opportunità per tutti coloro che vivono in questo Paese;
  • i cittadini stranieri che vivono e lavorano in Italia sono una ricchezza per questo Paese, dal punto di vista economico, sociale e culturale, così come i milioni di cittadini italiani emigrati nel mondo per cercare lavoro e un futuro migliore hanno contribuito e contribuiscono alla crescita dei Paesi in cui sono stati accolti;

E PER CHIEDERE DUNQUE CHE:

  • l’Unione Europea affronti la questione migratoria tutelando i diritti fondamentali sui quali essa si fonda e nel rispetto del principio di solidarietà tra gli Stati membri: è urgente che si stabilisca un programma efficace di ricerca e salvataggio in mare a livello europeo, che si ponga fine alle politiche volte ad impedire l’ingresso in Europa delle persone bisognose di protezione, e che venga adottato un sistema per un’equa distribuzione dei richiedenti asilo tra i diversi Stati dell’UE;
  • i nostri porti siano aperti ad accogliere i naufraghi, che più nessuno sia lasciato a morire in mare e che cessino immediatamente gli interventi finalizzati a riportare in Libia uomini, donne e bambini che fuggono dalle torture nei centri di detenzione libici e da guerre, dittature e povertà estrema nei loro Paesi d’origine;
  • si prevedano canali di ingresso regolari, in modo che le persone non siano più costrette ad affidarsi ai trafficanti e a rischiare la vita nel tentativo di entrare in Europa, e si introducano forme di regolarizzazione su base individuale dei cittadini stranieri già radicati nel nostro Paese, come previsto dalla proposta di legge di iniziativa popolare “Ero Straniero”;
  • siano garantiti un’accoglienza dignitosa e percorsi di inclusione efficaci alle persone che chiedono asilo all’Italia, attraverso reti territoriali di accoglienza e inclusione gestite dagli Enti locali e dalla società civile, riconoscendo il valore e l’impegno di lavoratori/lavoratrici e volontari/e: non vogliamo più vedere persone costrette a lasciare i centri d’accoglienza e abbandonate per strada, o lasciate per anni in strutture di grandi dimensioni e prive di servizi fondamentali come i corsi di italiano, l’orientamento lavorativo e la mediazione interculturale;
  • sia data effettiva attuazione al diritto d'asilo previsto dalla Costituzione Italiana e vengano modificate le norme in base a cui le autorità competenti non danno la residenza ai richiedenti asilo e rifiutano il permesso di soggiorno a decine di migliaia di persone che vivono sul nostro territorio, tra cui anche cittadini stranieri che lavorano regolarmente e persone in condizioni di vulnerabilità, condannandole all’emarginazione ed allo sfruttamento;
  • siano contrastati con ogni mezzo le violenze e le discriminazioni razziste e xenofobe e i discorsi d’odio che sempre più spesso colpiscono coloro che appartengono ad una minoranza;
  • sia riconosciuta la cittadinanza italiana ai bambini che nascono e crescono in Italia, affinché possano partecipare pienamente alla vita politica, economica e sociale e sentirsi appartenenti a pieno titolo a questo Paese;
  • sia rilanciata una politica estera e di cooperazione allo sviluppo, escludendo ogni accordo per l'esternalizzazione delle frontiere, in modo da promuovere la pace e i diritti umani e ridurre le disuguaglianze nel mondo, affinché le persone non siano più costrette a lasciare il proprio Paese per fuggire da conflitti, regimi autoritari e condizioni di vita insostenibili, che spesso gli stessi Stati Europei hanno contribuito a creare.

IL SUNIA ADERISCE ALLE INIZIATIVE PROGRAMMATE PER LA GIORNATA MONDIALE DEL CLIMA

Venerdì 15 marzo è la Giornata Mondiale del Clima (“Global Strike for future”) e in tutto il mondo è stata organizzata una Marcia Globale per il Clima con l’obiettivo di chiedere azioni concrete mirate alla salvaguardia dell’ambiente, per la mitigazione del surriscaldamento globale e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
Anche il SUNIA REGIONALE aderisce all’iniziativa “convinti che diritti e democrazia passano anche dal rispetto delle risorse ambientali a tutela del pianeta e di chi lo abita”

MANIFESTAZIONE A PALERMO

ANCORA UNA VOLTA IGNORATO IL PROBLEMA DEL DISAGIO ABITATIVO

“Ancora una volta la finanziaria regionale e i testi del collegato non tengono in nessun conto il problema del disagio abitativo”: lo dice la segretaria generale del Sunia regionale Giusy Milazzo. Il Sunia assieme agli altri Sindacati di settore ha chiesto che nella finanziaria regionale ci sia un finanziamento per l’edilizia popolare sia per la manutenzione del patrimonio abitativo sia per la realizzazione di nuovi alloggi. “Si sceglie invece- afferma Milazzo- di non investire su uno dei problemi sociali più drammatici così, come dimostrano l’altissimo numero degli sfratti , le morti dei senza tetto e i tanti casi di cui si occupano ogni giorno i mass media. Ma ancora più ingiustificabile – aggiunge- è che non sia stata colta l’occasione della finanziaria per prevedere un piano di lotta agli sprechi con la riutilizzazione per fini abitativi sociali dei patrimoni edilizi pubblici o di proprietà di enti sotto il controllo pubblico non più utilizzati”. Milazzo specifica che “il Sunia ritiene che questo sia un modo per far fronte al bisogno abitativo con una edilizia popolare di nuova concezione e un modo sostenibile di sottrarre questo patrimonio al degrado e all’incuria, scongiurando nel contempo che la parte più pregiata sia sottratta alla collettività e diventi oggetto di speculazioni immobiliari”. La nota del Sunia sottolinea inoltre “l’assoluta contrarietà del sindacato inquilini, rispetto all’attuale formulazione dell’ articolo 7 del collegato alla finanziaria che ipotizza nei fatti la dismissione e/o la cessione a fondi immobiliari del patrimonio delle aziende sanitarie non utilizzato per le finalità istituzionali. Pensiamo – dice Milazzo- che il patrimonio delle aziende sanitarie così come quello delle IPAB non utilizzato per le attività sanitarie o di assistenza debba prioritariamente essere utilizzato per far fronte all’emergenza e al disagio abitativo. Certo occorrerà una programmazione specifica e un’attenta valutazione del bisogno – conclude- ma soprattutto occorre che le Istituzioni regionali proprio a partire dal documento economico dimostrino di assumere il tema del disagio abitativo tra quelli su cui è più urgente intervenire”.

SUNIA NON FARÀ PARTE DEI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE DEGLI IACP “SERVE RIFORMA INTEGRALE DEL SETTORE”

Il Sunia regionale, sindacato degli inquilini, non farà parte con propri rappresentanti dei consigli di amministrazione degli Iacp siciliani. Lo ha comunicato all’assessore regionale alle infrastrutture, Marco Falcone, con una lettera firmata dalla segretaria generale, Giusy Milazzo, in risposta alla richiesta della regione dei nominativi da inserire nei cda. “La nostra scelta, già peraltro assunta la scorso anno in occasione di un’analoga richiesta inviata dal precedente Governo regionale- scrive Milazzo all’assessore- è motivata dal fatto che riteniamo indispensabile che sia attuata una completa rivisitazione dell’attuale sistema di funzionamento, gestione e governance degli Enti e una integrale riforma del settore. In mancanza di una scelta politica in tal senso – aggiunge- il ruolo e il compito degli Istituti continuerà ad essere svilito e continuerà a non essere raggiunto l’obiettivo di assicurare il diritto all’abitare per le fasce sociali meno abbienti”. La segreteria regionale del Sunia ollecita dunque l’immediata apertura di un confronto e sottolinea che “il ruolo del Sindacato utile a garantire i diritti degli assegnatari e dei tanti che attendono l’assegnazione di un alloggio sociale, oltre a quello vertenziale è quello propositivo. Ed esso potrebbe essere espletato pienamente – conclude Milazzo- se fosse costituito un organismo regionale preposto all’elaborazione, all’attuazione ed alla revisione delle politiche abitative regionali”.

GIUSI MILAZZO È STATA RICONFERMATA SEGRETARIA GENERALE DEL SUNIA SICILIA E DEL SUNIA DI CATANIA

Milazzo è stata eletta all’unanimità nel corso dei lavori congressuali tenutisi ieri a Catania, e proseguirà per i prossimi 4 anni, nella guida delle due segreterie. Il congresso tenutosi a Catania in presenza del segretario nazionale Daniele Barbieri, ha registrato anche la partecipazione di Giacomo Rota, segretario generale di Cgil Catania e di Michele Pagliaro, segretario generale di Cgil Sicilia. Ai lavori è intervenuto anche l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone. La Sicilia è una delle regioni italiane più difficili sul fronte dell’emergenza alloggi popolari. E città come Catania o Palermo, rappresentano dei veri e propri “casi” sempre più difficili da gestire, tra l’indifferenza e nelle migliori delle ipotesi, l’ inadeguatezza dei governi locali. I dati diffusi durante il congresso hanno restituito un ritratto siciliano complesso; gli alloggi popolari IACP nell’ Isola sono 59.744, nei comuni 15.000 a fronte di 27 mila richieste di case popolari giacenti presso i comuni. Negli anni si è registrata una leggera flessione dovuta all’aggiornamento delle graduatorie, in molti comuni però, queste ultime sono decisamente vecchie e non tengono conto del nuovo disagio abitativo. Se consideriamo le convivenze forzate, che negli ultimi anni sono aumentate del 200% circa, ci rendiamo conto che l’esigenza di alloggi a canone sociale è molto più ampia. Gli Edifici privati per abitazione che non sono utilizzato a questo scopo, o che non sono per nulla utilizzati, sono 130.000. E poi c’è il problema dei fondi pubblici mal utilizzati . Secondo il Sunia, le ingenti risorse comunitarie, anziché essere destinate agli investimenti per colmare il gap infrastrutturale e sostenere lo sviluppo territoriale siciliano, sono state adoperate come ammortizzatore sociale.
“Tanto che alla fine del quarto ciclo di programmazione comunitaria, la Sicilia è penultima per Pil pro capite, dopo la Calabria, e una delle ultime in Europa per percentuali di occupati. - ha detto la Milazzo- Proprio al settore casa, sia pubblico che privato, e alla mitigazione del disagio abitativo, erano e sono destinate somme cospicue dei fondi comunitari; purtroppo anche in questo caso ciò accade  per l’incompetenza e per l’impreparazione delle amministrazioni e per i ritardi nelle scelte politiche molti di questi fondi saranno riprogrammati e destinati ad altri obiettivi”.
Sunia Sicilia ricorda che i 42 milioni di euro destinati a realizzare edilizia sociale, attraverso la riqualificazione  di immobili non utilizzati, sia pubblici che acquisiti dagli istituti, stentano ad essere utilizzati nelle 9 province siciliane.
“Ci risulta che solo gli  Istituti di Catania e Siracusa stiano utilizzando a pieno le risorse a disposizione. - continua la segretaria generale - Anche I Fondi dei Pon Metro destinati alle aree metropolitane che avrebbero dovuto finanziare per più del 50% delle somme assegnate progetti indirizzati a migliorare le risposte delle Pubbliche amministrazioni in tema di disagio sociale e abitativo, di marginalità e di deprivazione, sono a rischio riprogrammazione”.
Inevitabile, anche per il segretario della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, mettere in relazione il disagio abitativo con la grave assenza di lavoro e lo spreco dei Fondi europei, ma anche sottolineare il caso Riace dove il sindaco “esiliato”, Mimmo Lucano, aveva trovato un’eccellente formula di accoglienza, ripopolamento e uso intelligente delle case svuotate. Anche l’emergenza dissesto idrogeologico è al centro delle attenzioni della Cgil Sicilia, a conferma che i temi dell’abitare dignitoso, dell’ambiente e dei diritti sono strettamente collegati.
L’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, ha confermato che esistono circa 200 milioni di fondi Ex GESCAL di cui la Regione Siciliana può fare buon uso, ma anche precisato che deve essere verificata l’effettivo disponibilità. Falcone ha rimarcato la disponibilità del Governo regionale al confronto su tutti i temi dell’abitare; la Regione sta anche lavorando per realizzare 700 nuovi alloggi tra Social Housing e altre formule e che grazie anche alla richiesta del Sunia, si accinge a costituire l'Osservatorio sulle politiche abitative.
Nel suo intervento conclusivo, il segretario nazionale Barbieri, ha sottolineato l’inevitabile legame tra povertà, disoccupazione è emergenza abitative in regioni meridionali, come appunto la Sicilia. “Il problema che dobbiamo affrontare nell’immediato è però dare una possibilità, soprattutto per chi rischia o viene sfrattato perché non arriva alla fine del mese, alle famiglie. Questo governo nazionale però non solo non ha messo un solo euro nella Finanziaria per questo problema, ma non ha proprio parlato di case”

RELAZIONE AL CONGRESSO

Oggi celebriamo due congressi in uno non è un’offerta speciale né vorremmo che nessuno dei due congressi ne fosse sminuito abbiamo solo deciso considerato che sono la segretaria uscente di Catania e regionale che potevo sia dedicare alcune riflessioni sulla situazione catanese e regionale in un’unica relazione che approfittare del pomeriggio per procedere all’elezione distinte dei due direttivi. Il tema per altro è comune ed è quello del diritto alla città, del viverla e dell’abitarla per le classi sociali meno abbienti e per quei soggetti deboli che rischiano di esserne del tutto esclusi. E il titolo del nostro congresso è proprio questo Diritto alla città-Rigenerazione urbana e affitto sostenibile: una risposta inclusiva alla domanda debole, un titolo che riassume le nostre vertenze le nostre lotte e la nostra strategia. Leggi il documento completo...

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