CGIL Sunia e Fillea Sicilia pongono al Presidente della Regione e all’Assessore alle Infrastrutture alcuni quesiti sul perché la Sicilia rinuncia ad almeno 15 milioni di euro certi utili per riqualificare le periferie e ampliare l’offerta di edilizia popolare e sociale

Sta per scadere, a metà marzo, il termine per la presentazione delle proposte progettuali per partecipare al bando del Ministero delle Infrastrutture inerente il Programma per la qualità dell’abitare.

Il bando finanziato con 854 milioni di euro per un periodo di 13 anni prevede che il 34% delle risorse siano dedicate alle Regioni del Mezzogiorno e che almeno un progetto per Regione venga approvato. Al bando possono partecipare le Regioni e i Comuni con più di 60 mila abitanti che possono presentare 3 progetti ciascuno.

La Regione Sicilia, nonostante le tante note con cui la Cgil, il Sunia e la Fillea hanno richiesto incontri per individuare i progetti da poter presentare, sembra non abbia intenzione di partecipare al bando rinunciando ad almeno 15 milioni di euro (questa è la somma con cui può essere finanziato ogni singolo progetto).

Riteniamo che in un momento come questo in cui è acclarata la necessità di ampliare l’offerta di case popolari e sociali anche attraverso la riqualificazione di edifici pubblici dismessi e di attuare interventi per migliorare la qualità dell’abitare nelle periferie, sia particolarmente grave non aderire ad un’opportunità come quella costituita dal bando del Ministero. Eppure le proposte progettuali potevano riguardare sia l’ampliamento dell’offerta abitativa di carattere sociale sia il miglioramento delle condizioni delle periferie e dei quartieri di edilizia residenziale pubblica. Senza contare che le riqualificazioni posso costituire un volano per il lavoro i settori edili.

Per questo vogliamo rivolgere al Presidente della Regione On. Nello Musumeci e all’assessore alle Infrastrutture alcune domande:

  • Con quale motivazione la Regione rinuncia ad un finanziamento certo di almeno 15 milioni di euro?
  • È certa la Regione che le grandi periferie urbane delle nostre città pensiamo per esempio a Palermo e Catania non abbiano bisogno di interventi che ne migliorino le condizioni?
  • Non ritengono opportuno i nostri interlocutori intervenire sui tanti edifici pubblici dismessi (ex ospedali, ex caserme ecc.) per riqualificarli a fini abitativi e garantire alloggi a canoni sostenibili?

Alfio Mannino      Giusi Milazzo      Giovanni Pistorio

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